Le Riserve naturali di Montedimezzo e Collemeluccio fanno parte delle riserve della biosfera istituite dall'Unesco nell'ambito del programma MAB (acronimo inglese di man and biosphere). Di tali riserve, che in 82 paesi di tutto il mondo sono 329, sono presenti in Italia 5: Collemeluccio - Montedimezzo in Molise, il Parco del Circeo nel Lazio, l'Area del Somma Vesuvio e del Miglio d'Oro, il Cilento e Vallo di Diano in Campania ed il Parco di Diramare nel Veneto, che è una riserva biogenetica marina. Le due riserve molisane rappresentano tuttavia due nuclei separati che distano fra loro pochi chilometri e presentano vegetazioni arboree diverse, essendo caratterizzato l'uno da resinose (abete bianco), l'altro da latifoglie (cerro e faggio). Tali nuclei furono ad ogni modo fusi in un'unica riserva della biosfera poiché entrambi ecosistemi forestali seminaturali di particolare interesse sia per le scienze naturali che per quelle umane ed ambientali e rappresentativi dei problemi socio - economici ed agro - silvo - pastorali delle zone interne dell'Appennino centro - meridionale. Il nucleo di Montedimezzo è ubicato in territorio di Vastogirardi e dista una ventina di chilometri dalla foresta di Collemeluccio, in territorio invece di Pescolanciano. Il complesso, che comprende anche le foreste di Feudozzo e Pennataro, geograficamente ed amministrativamente distinte, è oggi pertinenza dell'Azienda speciale del Demanio Forestale di Stato che lo gestisce ad eccezione della foresta di Pennataro, pertinenza della regione Molise.
FLORA E FAUNA
La riserva, che si estende per 291 ettari a forma irregolare, è un angolo di paradiso dove domina il silenzio assoluto del bosco mosso solo dal vento, dal volo delle farfalle e degli uccelli. Molte le specie arboree presenti con prevalenza di cerro e di faggio, ricca la fauna con splendidi esemplari di gatto selvatico, tasso, volpe, bellissimi i rapaci notturni e diurni, diffusi sono anche la tortora, la ghiandaia, il colombaccio. Il bosco, che è luogo ideale per salutari e ritempranti passeggiate, offre ai visitatori attrezzate aree per piacevoli soste, sentieri facilmente percorribili e la possibilità di visitare il Centro visita - Museo, situato nello storico Casino demaniale che raccoglie come gioielli rari i legni pregiati, anche antichi, del bosco, sezioni di alberi, esemplari di uccelli e animali selvatici di piccolo taglio, mappe e pannelli esplicativi, attrezzi legati al mondo contadino e pastorale, interessanti reperti floro - faunistici. Splendido è il luogo dove sorgono il Centro - visita e la vicina Caserma forestale, molto disponibili le guardie che giornalmente offrono il loro servizio, stupendo il panorama che si gode: adagiato nella valle si scorge San Pietro Avellana. Il grosso tronco di un olmo montano, ultimo grande olmo della foresta, all'ingresso del Centro - visita, ricorda ai visitatori la sua imponente presenza e la sua esistenza passata con un cartello che, a mo' di lapide, cita "Olmo montano, morto per graffiosi, età 114 anni (1883 -1997), altezza metri 22, diametro centimetri 50". Gli alberi in questo luogo sono presenze vive che hanno una loro esistenza e che tracciano un piccola - grande storia.
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